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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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Articolo di |
Ken Freivokh e l'arte di interpretare
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Ogni luogo è legato ad esperienze diverse e a differenti fasi della mia formazione: istruzione primaria e secondaria negli Stati Uniti, Ingegneria ed Architettura in Perù, Design ambientale e Design industriale al Royal College of Art di Londra. Un crescente interesse ed un'attiva partecipazione allo yachting quando ero in Inghilterra mi hanno portato ad unire spontaneamente la mia esperienza professionale alla passione per il mare e gli yacht.
Barca -casa, casa-barca, due involucri che permettono la vita degli uomini in terra e in mare. Lei e il suo team progettate barche ma anche architettura tradizionale: c'è secondo lei una sostanziale differenza nell'approccio ai due settori?
Credo che la struttura fondamentale della progettazione, il processo logico essenziale e l'approccio intuitivo siano molto simili quando si progetta un cucchiaino o un grattacielo: analisi delle istruzioni, comprensione dei requisiti e delle alternative, definizione delle priorità, esame dei modelli iniziali rispetto alle indicazioni estetiche e funzionali, sviluppo di un concetto unico che soddisfi i desideri dei clienti, oltre a qualcosa che non può essere descritto così facilmente, ma che, credo, venga dalle qualità intrinseche e dall'esperienza di un progettista. Penso che il problema sorga quando un designer sceglie di progettare uno yacht come se fosse una casa, una villetta o un palazzo e non lo è, e non credo che tale approccio sia accettabile anche se mai o comunque raramente ciò viene messo in discussione. Nel caso del "Maltese Falcon", gli interni non sono solo inconfondibilmente quelli di uno yacht, dove tutti gli elementi chiave - la forma dello scafo, gli oblò, le strutture, ecc. sono tutte evidenti, non nascoste, ma sono anche inequivocabilmente gli interni di una macchina - una macchina da trasporto.
La barca è un oggetto progettato per navigare, come definirebbe, dal punto di vista progettuale, i problemi che si incontrano nell'ideazione della parte esterna dello scafo comprensivo di tutte le relative attrezzature, da quelli che si incontrano nella parte interna della barca, dove comunque troviamo uno spazio che deve essere disegnato per accogliere le persone e le loro attività?
Credo che i due aspetti siano collegati fra loro, e non dovrebbero essere considerati separatamente. Trovo, ad esempio, abbastanza strano che molti armatori richiedano specificatamente interni molto classici, ad esempio in stile inglese, per i loro leggerissimi e velocissimi yacht da regata. Secondo me, gli esterni e gli interni sono inscindibili; gli interni sono solo l'altra parte dello stesso scafo, delle stesse sovrastrutture, dello stesso oblò.
Lei è un navigatore appassionato ed entusiasta con anni di regate alle spalle, dalla Fastnet del '79 alla traversata della Manica: ha delle barche sue? E come le ha volute? Come la passione per il mare influenza la sua vita e il suo lavoro?
Sono fortemente legate e, ovviamente, ciò porta ad un maggior interesse e ad una miglior comprensione del settore. Detto questo, la progettazione è una disciplina, un modo di procedere e una passione a sé stante - come progettista industriale, fui molto orgoglioso di risolvere elegantemente ed in modo efficace la progettazione di una macchinetta per rollare le sigarette anche se all'epoca fumavo solo la pipa!
Come preferirebbe si definisse lo stile dei suoi progetti? La fase espressiva più matura cui giunge come professionista dopo una grande esperienza lavorativa, quasi una firma che da un certo punto in poi è riconoscibile come sua, oppure la capacità, l'energia di interpretare ogni volta un'opera prima come fa il direttore che dirige un'orchestra?
Sicuramente il secondo caso. Una firma indica l'imposizione di una soluzione comune a diversi problemi. Il mio approccio alla progettazione è, ogni volta, quello di ritornare indietro il più possibile ai principi di base, mettere in discussione la norma accettata e pensare a modo mio. Perché in una teiera convenzionale il beccuccio è in basso mentre nella lattiera si trova in alto? Qual è il modo giusto, così o al contrario?
Qual'è il rapporto che lei istaura con l'armatore o col cliente più in generale?Quanto è importante che il cliente abbia le idee chiare?E quali sono le qualità principali di un buon progettista?
Domande complesse. Ovviamente, un rapporto d'amicizia con l'armatore basato sul rispetto reciproco è un ottimo punto di partenza e se non è incline a cambiare continuamente idea, la direzione da seguire e le sue preferenze saranno più chiare. Credo che il buon progettista contribuisca inevitabilmente con qualcosa di suo, ma deve innanzi tutto interpretare i desideri e le richieste dell'armatore.
Che rapporto c'è secondo lei tra l'interior design e la decorazione degli interni, parlo dei dettagli costruttivi e decorativi fino alle opere d'arte vere e proprie? Pensa che l'impronta artistica dell'interior dovrebbe nascere col progetto o rimanere una fase di personalizzazione successiva di esclusiva pertinenza dell'armatore ed eventualmente del suo consultant art?
Sicuramente la cosa migliore è che tutta l'opera d'arte sia eseguita dalla stessa mano o almeno dallo stesso gruppo di progettisti. L'approccio formale alle forme, alle proporzioni, ecc. non può riuscire indipendentemente dai colori, dall'aspetto, dalle sensazioni: si tratta di un unico progetto.
Legni, metalli, vetri, vile plastica o nobili polimeri, quali di questi materiali ama di più e cosa pretende da loro nelle varie parti dell'interior? Paratie, scale, ascensori, finestre, pavimenti. Soffitti, contenitori, piani d'appoggio.
A me piace sperimentare e non accettare necessariamente che la pelle sia usata per il rivestimento, il vetro per le finestre o perfino che le luci debbano essere a muro o a soffitto. Sul "Maltese Falcon" abbiamo posto strategicamente le luci nei pavimenti fatti di pelle e vetro. In genere, non mi piacciono le imitazioni, per quanto pratiche, perciò forse devo essere persuaso ad usare la resina che imita il granito o il marmo, i laminati che imitano il legno, i polimeri che imitano il metallo lucido o cromato. Questo, però, potrebbe essere un inconveniente.
Crede nella progettazione della luce in barca come in casa? E come la intende?
I principi sono gli stessi, ma la progettazione di uno yacht offre maggiori opportunità di sperimentare fonti di luci più tecniche quali LED, fibre ottiche, pannelli elettroluminescenti, voltaggi diversi. Tecnicamente, lo yacht deve soddisfare un più grande numero di requisiti, ad esempio, associata alle luci d'emergenza ci dev'essere l'illuminazione notturna. In ambedue i casi, un buon progettista userà l'illuminazione come una parte integrante dei mezzi disponibili per modellare lo spazio, l'ambiente e l'atmosfera di uno spazio.
Quadri, sculture, tappeti, mosaici, mobili antichi, sete , pelle e velluti, cotoni, lane, mobili custom o di produzione: qual'è la filosofia che ha ispirato i suoi interni, il segreto del mix che lei predilige e per cui è così apprezzato?
Come accennato prima, fanno tutti parte di ciò che è disponibile ad un progettista per realizzare la sua creazione, dovrebbero essere tutti usati in armonia per raggiungere l'effetto progettuale richiesto.
Qual'è secondo lei la potenzialità del vetro in una barca, sia dal punto di vista strutturale che decorativo, nel sostituire altri materiali e nel permettere più luminosità agli interni? Ama la profonda sintonia del vetro con l'acqua?
Sicuramente sì. A bordo di uno dei nostri ultimi modelli di 50m, stiamo usando il vetro per le murate (il parapetto esterno) in modo che gli ospiti possano avere un'ampia veduta della superficie dell'acqua in sicurezza. Recenti sviluppi permettono l'uso del vetro anche dove sono obbligatori pannelli tagliafuoco REI 60, oppure in alternativa all'acciaio come strato di sicurezza per proteggere un boccaporto.
Veniamo al "Falcon Maltese", un Perini è già un involucro perfetto per un designer, un limite sublime direi: quali sono le variazioni sul tema che l'hanno ispirata per comporre quest'opera prima? Quali sono i punti fondamentali di questa straordinaria imbarcazione che nella sua modernità, ci fa paradossalmente pensare all'antico? In realtà lo yachting è come"un giovanotto" poco più che centenario, e non si può non pensare a Herreshoff vedendo per la prima volta il Falcon Maltese dall'esterno. D'altra parte penso sia significativo che l'armatore abbia precedentemente veleggiato con la sua "Mariette".Guardare al futuro implica voltarsi necessariamente indietro?
Direi solo che in termini di progettazione è possibile parlare di "assoluti" che non sono tendenze del momento. La proporzione, per esempio, è fondamentale ed è una pietra miliare della progettazione che non è cambiata nel corso degli anni, lo stesso si può dire del colore. Ovviamente, l'uso di materiali naturali, come il legno e la pelle e il tentativo di ottenere il giusto equilibrio e contrasto, sono tutti valori che resisteranno alla prova del tempo. Inoltre, il Falcon è l'interpretazione moderna di un vecchio concetto, che però, curiosamente, non sarebbe stato possibile prima dell'era dei compositi, soprattutto del carbonio.
Il suo curriculum di barche è imponente e lo riportiamo in box per i lettori, le barche tutte molto diverse tra loro, pensa di svolgere nel suo lavoro una ricerca che coinvolge oltre la sfera tecnica anche l'intuizione artistica?
Per un progetto ben riuscito sono necessari sia aspetti tecnici sia intuizione artistica e un approccio innovativo in tutti i progetti che univa questi due aspetti ha portato a soluzioni diverse ed uniche, combinando in ogni caso la forma alla funzione.
Lei progetta anche jet : qual'è il punto di contatto con la progettazione degli yacht
Il jet è più stretto e quindi le opportunità dal punto di vista dello spazio sono ridotte, un jet privato come un Global Express o un G5 è essenzialmente un tubo, e le alternative progettuali sono poche per i limiti obbligati legati alle vie d'uscita e ad altre considerazioni. In gran parte dei casi, il progettista è limitato anche dall'uso di modelli approvati come sedili, divanetti, ecc. Certificare un nuovo modello sarebbe troppo oneroso economicamente e richiederebbe troppo tempo.
La sua personalità di progettista impressiona per la grandiosità della sperimentazione, che appare come un fiume in piena, la sua personalità di uomo colpisce per la calma e semplicità. In quale opera ha raggiunto la massima soddisfazione nel lavoro come progettista e come uomo?
Quando mi viene data l'opportunità di creare, innovare, sperimentare veramente. Non mi piace nessun tipo di lavoro ripetitivo con formule accettate.
Cosa vede nel futuro dello yachting?
Credo che l'innovazione sarà sempre più difficile e i grandi cantieri si assumeranno sempre più la responsabilità della progettazione, preferendo così controllare tutti gli aspetti per evitare eventuali imprevisti durante la costruzione. Questo approccio sarà inevitabilmente accompagnato da una maggior legislazione e da maggiori controlli. Approfitterò della situazione attuale finché potrò!
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