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SUPERYACHT #539
Marzo 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Franca Urbani

CANTIERI DI PISA AKHIR 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Nel panorama estremamente complesso dell'interior design dei grandi yacht ho scelto questo Akhir 105 perché, dopo tante contaminazioni di stili che mi hanno colpita ma anche stordita, sono rimasta piacevolmente conquistata dall'interior di questa barca e dalla rivisitazione dello stile classico che ne è stata fatta. Il progetto ha comportato certamente una mediazione raffinata tra le esigenze di un armatore di cultura orientale, la miglior tradizione del made in Italy che caratterizza il cantiere e la professionalità tutta italiana dello stesso progettista arch. Gianfranco Di Pierri.

 

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Cantieri di Pisa Akhir 105

Il gusto raffinato degli interni di "Param Jamuna", si conclude per così dire con una firma eccellente: Rubelli, un nome che non solo evoca Venezia, ma é Venezia nel mondo. La parte tessile dell'arredo si sposa perfettamente con le essenze pregiate della barca . Un tocco di colore? Forse qualcosa di più perché se paragoniamo le foto degli interni dell'Akhir 105 dei Cantieri di Pisa con le stoffe dell'ultima collezione classica di Rubelli, vediamo subito che qui parliamo di arte. L'arte di fare gli yacht e l'arte di fare le stoffe si incontrano perfettamente. Sandro Rubelli, come un moderno Capitano da Mar può guardare con orgoglio, dalle finestre di Palazzo Spinelli in Canal Grande a Venezia, il grande mare dove navigano barche come Param Jamuna perché, dopo aver conquistato il mondo il suo brand é sempre più "on board" di grandi splendidi yacht: era inevitabile!

 
Il risultato finale mi ha convinta anche per la grande semplicità nel trattare il lusso, nell'accezione più nobile del termine, oltre che per l'atmosfera rilassante. In questa barca si sta benissimo e lo sguardo si posa, quasi scorre sui vari dettagli dell'arredo, mentre un senso di pace e di piacere mi invade. Lo style life della barca è sostanzialmente quello di una grande famiglia che si ritrova spesso tutta unita in un ambiente particolarmente elegante e raffinato, per passare momenti di svago e di relax sul mare, senza mai perdere tuttavia il contatto col mondo del business attraverso tutti i supporti tecnologici presenti a bordo. Questa mi pare la filosofia progettuale. Lo stile dell'interior design di Param Jamuna III si potrebbe definire new classic, con un tocco esotico, e riflette molto bene la flessibilità dei Cantieri di Pisa che sono capaci di cogliere influssi di varie culture e farli propri. In questo caso, per esempio, lo stile classico ha veramente recepito alcuni influssi dall'oriente: la raffinatezza e la leggerezza dell'arredo e un'atmosfera particolare che pare sprigionare un profumo di inebrianti essenze esotiche. Ora che la barca è finita, racchiudendo gelosamente il suo mondo, quasi fosse una bolla galleggiante dove si vive a metà tra il piacere e il lavoro, tra l'estetica e il rigore tecnologico, pare quasi una barca semplice, ma non deve essere stato senz'altro facile ottenere un simile risultato. Forse come succede in natura, talvolta anche nei manufatti dell'uomo, la bellezza privilegia la diversità: Param Jamuna III infatti è una gran bella barca, concepita per il desiderio di persone che sanno apprezzare il piacere della vita sul mare. L'arch. Di Pierri, uomo colto, gentile e molto misurato mi accompagna a visitare l'interno mostrandomi ogni dettaglio: seduti nell'ampia zona conversazione mi trovo ad ascoltare le sue spiegazioni e ad osservare le tende semplicemente arricciate che si muovono alla brezza marina e già mi fanno sognare l'oriente.

SOGGIORNO
Il filo conduttore dell'interior è l'uso del legno d'olmo, e della radica d'olmo: un abbinamento veramente prezioso. A sinistra entrando troviamo una zona conversazione formata da tre divani custom ricoperti in seta e lino a larghe bande di colori che vanno dal giallo al marrone bruciato, passando per quattro sfumature intermedie; e inoltre da due poltrone color panna. Bassi mobili dal disegno sapiente corrono sotto le finestre e portano sulle ante motivi decorativi a losanghe costituiti da inserti di cuoio color tabacco chiaro, con un'impunture più scure. La zona soggiorno è inondata dalla luce naturale che entra dalle quattro ampie finestre schermate dalle tende in leggerissima seta bianca, difficili da trovare su una barca per la loro delicatezza. Il soffitto e il pavimento schiariscono ulteriormente l'ambiente con un bianco white off, come in termine intraducibile si dice in inglese: il primo è a riquadri in pelle posti in opera in diagonale rispetto al perimetro del soffitto, il secondo è ricoperto da una moquette in lana intrecciata e bordata, contornata da una banda in legno. Larghe cornici in legno, che portano incassati faretti in vetro di murano, suddividono il soffitto in due zone: una sopra il pranzo, una sopra la zona conversazione. Ovunque si nota una cura quasi affettuosa per ogni dettaglio, una scelta sicura dei materiali, un lusso quasi sussurrato. I tavolini tra i divani, per esempio, sono in vetro con una striscia opalina che corre lungo il bordo, che serve per decorare ma anche per evitare di scontrare in spigoli invisibili. La base è formata da una struttura in acciaio spazzolato che trattiene al suo interno una sfera in legno tornita. Nell'insieme c'è una grande atmosfera che permea tutti gli ambienti e anche se la barca é dotata di tutte le più moderne attrezzature tecnologiche, queste non si notano perché sono installate con discrezione, quasi nascoste direi. Tra i pochi e preziosi oggetti di decoro, un grande giaguaro con il manto stranamente ricoperto da scaglie di coccodrillo e un'aragosta, entrambi di peltro in bagno d'oro. Inoltre quattro grandi lampade da appoggio, eseguite su disegno, con basi lavorate in peltro lucido e completate da grandi cappelli bianchi sembrano delimitare le dimensioni del soggiorno che prosegue, in realtà, senza soluzione di continuità nella zona pranzo. Pranzo Al soffitto proprio sopra il tavolo da pranzo, inaspettata, una bella lampada in vetro ondulato opalino di Artemide ammorbidisce l'atmosfera con la sua forma e la sua luce. La paratia di prua ha due porte scorrevoli (dotate di un congegno elettrico) rivestite in legno e cuoio con decoro a losanghe, e mentre quella di destra porta al day bath, quella di sinistra introduce nella parte più intima dello yacht. Tra le due porte è incassato uno schermo al plasma, ben visibile dal soggiorno, che sembra un quadro. Sotto c'è un interessante mobile credenza per le stoviglie e sul ripiano due enormi candelieri ed una fruttiera d'argento. Ai lati della credenza due piccole applique alogene in vetro e cristallo. Il tavolo è bellissimo, con una struttura argentata che sorregge un piano in cristallo con una decorazione opalina al centro che rappresenta la rosa dei venti, realizzata con un'incisione fatta sulla superficie inferiore del tavolo. Appartiene allo style life di questa barca anche la scelta accurata delle stoviglie: importanti i grandi bicchieri in vetro soffiato con bordi in oro, piatti in porcellana di limoges, posate custom di peltro lucido con manico a torciglione che ricorda la forma delle cime. Le posate sono contenute nei mobili a parete progettati al centimetro, studiati per contenere, in apposite scatole di plexiglas a due livelli, un servizio completo da 18 persone: é incredibile come questa soluzioni occupi veramente poco spazio. Importante il centrotavola costituito da un grande vassoio rotondo in argento da portata, decorato con conchiglie St Jacques e un grande granchio apribile nello stesso materiale che serve da salsiera. Dal pranzo si passa allo studio con divano, scrivania e libreria e naturalmente tutte le attrezzature più moderne per far funzionare il lavoro anche "on board". In caso di necessità lo studio può diventare la quinta cabina matrimoniale della barca. Sopra al divano é appeso un bel quadro a tinte vivaci che rappresenta delle barche di legno che si riflettono nell'acqua.

CUCINA
Lo stile del "Food" della barca è strettamente vegetariano ideato per una grande famiglia composta da persone di varie generazioni. La cucina, di pura matrice Cantieri di Pisa, cui l'architetto ha precisato "di non aver messo mano", è stata posizionata a prua nave per isolare la zona dell'equipaggio dalla zona armatoriale e inoltre per permettere di allontanare meglio gli odori dalla zona del soggiorno. E' formata da una penisola centrale che la divide in due: a sinistra entrando c'è la dinette con un divanetto e un tavolino per l'equipaggio; a destra invece, c'è la zona cottura con fuochi e lavelli. Naturalmente la penisola è fatta ad arte: arrotondata e dotata di antine curve che chiudono vani utili a riporre oggetti secondo la migliore tradizione manifatturiera del cantiere. Nella parete, alle spalle di chi guarda la penisola, trovano posto due grandi frigo-freezer verticali della Maytag e un forno di grandi dimensioni. Il legno, in cucina, è tutto teak anche per il pavimento. E' interessante notare lo spazio che si è ricavato sotto la struttura di prua, e che, reso accessibile dalla cucina, prevede una piccola lavanderia con lavatrice e asciugatrice della Miele, e due vani per storage. Dalla dinette si scende direttamente alla zona equipaggio, oppure si accede al soggiorno o al ponte. L'architetto l'attraversa velocemente la cucina e ci dirigiamo alla zona delle cabine.

ZONA NOTTE
Il disimpegno della zona notte è un ottagono cui si arriva dalla scala in legno formata da gradini con inserti in moquette e un pregevole corrimano che poggia su colonnine decorate da anelli in metallo argentato e da elementi sferici torniti in legno. Qui si aprono anche, in perfetto stile orientale, le due ante della porta scorrevole che porta alla cabina amatoriale con effetto scenografico. Il soffitto ha riquadri in pelle, questa volta ortogonali rispetto al perimetro, mentre i mobili in legno e anche lo specchio riportano i motivi a losanghe che abbiamo già incontrati nel soggiorno al piano superiore. Biancheria da letto di Elisabetta Paladini. Coperte in cashemere di Vivai Del Sud. Due lampade d'appoggio con basi formate da due grossi "delfini neoclassici" in bronzo rodiato lucido e sormontate da grandi cappelli bianchi sono sistemati ai due lati del letto. A sinistra barca troviamo la vanity, a destra un divanetto rivestito in preziosa stoffa di seta giallo paglierino a piccoli disegni di Rubelli. Davanti al letto, ricoperto con un copriletto a motivi damascati di Rubelli, una piccola libreria con barre antirollio e un vano basso chiuso. Bellissima la cabina armadio con cassetti con frontalino in vetro e ripiani con cinghie verticali in cuoio antirollio che si ispirano ai vecchi bauli da viaggio. Le twin e le cabine vip si distinguono per la scelta dei copriletti di seta, i primi color écru con strisce in tutte le sfumature che vanno dal bordeaux al rosa, le seconde in un delicato color sabbia. Anche se la barca è molto classica, ci sono alcuni dettagli tecnologici molto moderni, come per esempio le testiere dei lettini sul Fly con i poggiatesta che si muovono elettronicamente, e tv al plasma a scomparsa. Inoltre internet wi fi, in tutti gli ambienti, touch screen per tutti i comandi, 5000 cd scaricabili, tv decoder etc. L'arch Di Pierri spende infine poche parole a favore dello stile new classic, spiegandomi che lo consiglia ai suoi clienti. che spesso si lascerebbero trascinare dalle mode, non solo per una questione estetica ma anche per una considerazione economica: infatti un oggetto come questo yacht che costa svariati milioni di euro, invecchia molto meno di uno yacht in stile, frutto di qualche contaminazione stilistica alla moda. Pertanto una barca "equilibrata" rimane appetibile anche dopo molti anni. In effetti mi domando se, non ritornerà prepontemente la voglia di classico, dopo tanti e così imprevedibili esperimenti nell'interior design degli yacht. La risposta è aperta ma ci deve ben essere un motivo a giustificazione del detto "il classico non tramonta mai"! D'altra parte lo yachting è ancora giovane, ha solo un centinaio d'anni e dunque è naturale che si sperimenti molto, ma è sempre molto importante guardarsi indietro dove ancora certi modelli classici ispirano gli interni di molti progettisti moderni per la loro bellezza.


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