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SUPERYACHT #539
Marzo 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo

LURSSEN LINDA LOU

Lurssen Linda Lou

Linda Lou è uno degli esempi più recenti delle capacità produttive del cantiere tedesco Lürssen, nonché della maestria dei progettisti Espen Oeino per gli esterni e Francois Zuretti per gli interni.

 

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

Lurssen Linda Lou

SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 60,0
lunghezza al galleggiamento: m 51,77
larghezza massima: m 11.77
pescaggio massimo: m 3,50
materiale di costruzione: acciaio per lo scafo, alluminio per la sovrastruttura
dislocamento: t 1.070
velocità massima: nodi 15,5
autonomia a 12 nodi: mn5.000
motorizzazione: 2x1.957 HP Caterpillar 3512B
eliche di manovra: Rolls-Royce elettroidrauliche
riserva carburante: litri 150.000
riserva acqua: litri 28.000
stabilizzatori: Quantum 1800-P1, due pinne, zero speed
classificazioni: Lloyd's LR+100A1, SSC Yacht Mono + G6, LMC, UMS, MCA
tender: 2 Novurania 660 DL.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare Lürssen Yachts; Zum Alten Speicher 11; 28759 Bremen - Germany; tel. +49 421 6604166; fax +49 421 6604170; e mail yachts@lurssen.com; sito web www.lurssen.com.

Lurssen Linda Lou

 
Abbiamo già avuto modo di descrivere le importanti attività navali del cantiere e di ripercorrerne la storia sulle nostre pagine, ma riteniamo oggi importante richiamare l'attenzione su questi punti per far comprendere bene a chi legge dove e come nasce Linda Lou. Lürssen Yacht ha alle spalle una lunga storia nata nel 1875 e coronata di importanti successi in termini di costruzioni navali e di ricerca applicata. Non a caso è tuttora impegnato nella realizzazione di navi di qualsiasi tipo compresi mezzi speciali dedicati alle forze armate e navi da guerra, mezzi questi, che richiedono capacità costruttive d'avanguardia ottenibili solo con un costante impegno nella ricerca e nello sviluppo, settore molto impegnato in casa Lürssen. Tutto questo rientra nella filosofia che sin dalla nascita del cantiere anima il personale che lo vive quotidianamente, a cominciare dal suo fondatore Friedrich Lürssen, il quale asseriva che il suo obiettivo era quello di rendere la sua firma sinonimo di prestazioni e qualità. Indubbiamente gli innumerevoli primati che il cantiere vanta nella sua storia, sia in campo civile sia in quello militare, confermano che la volontà era ed è tuttora quella di rendere Lürssen una fucina nella quale la ricerca e lo sviluppo sono al centro delle attività che poi si traducono in nave, come nel caso di Linda Lou. Ci piacerebbe descrivere ancora i tanti successi che la fervente attività di Lürssen ha saputo raccogliere nel tempo, ma per ragioni di spazio ci limitiamo a ricordare che il primo vascello a motore nel mondo fu realizzato proprio in questo cantiere nel 1886, così come delle stesse aree produttive nacque la prima unità veloce per il pattugliamento costiero dotata di scafo semidislocante e poi la prima unità dotata di motore diesel. Indubbiamente questi eventi rappresentano delle pietre miliari nella storia dello sviluppo navale e sono a ragione motivo d'orgoglio per chi opera ogni giorno all'interno di Lürssen.

Dopo questo doveroso richiamo a quanto si cela dietro un progetto come Linda Lou passiamo a descrivere lo yacht, richiesto da un armatore intenzionato in origine a commissionare una barca più compatta ma che, dopo aver visto Capri, altra importante realizzazione Lürssen, decise di cambiare idea per orientarsi su qualcosa di simile, dunque di decisamente più importante e imponente. Partendo dalle dimensioni di Capri, il designer Espen Oeino ha sviluppato nuove linee eliminando i passaggi laterali del ponte principale e realizzando così una sovrastruttura a tutta larghezza. Questa soluzione ha permesso di ottenere volumetrie interne decisamente elevate, benché le dimensioni dell'insieme avrebbero comunque assicurato grandi spazi, ma si sa, "l'appetito vien mangiando". Il progetto si sviluppa su cinque ponti, dove il secondo inferiore è quasi interamente dedicato alle aree tecniche e all'equipaggio, che qui dispone di una mensa di grandi dimensioni accessibile direttamente dalla zona notte a questo dedicata, che si trova nella porzione prodiera del primo ponte inferiore, dove a centro nave si trovano anche quattro ampie cabine ospiti tutte dotate di letto matrimoniale e un grande locale bagno privato. Il ponte principale è diviso in tre parti fondamentali, quella poppiera fino a mezza nave dedicata alle attività diurne e al relax, dove troviamo una zona pranzo sull'estremità poppiera all'aperto, poi all'interno un ampio salone, zona bar e area pranzo, locale multimediale dotato di sistema video e audio e di divano, la cucina e i locali riservati alle attività dell'equipaggio per assicurare il benessere a bordo e poi, nell'intera porzione prodiera, la suite armatore accessibile mediante un corridoio nel quale si trova anche l'accesso a un bagno diurno. L'ingresso alla suite armatore passa attraverso un salottino che può essere interpretato anche come ufficio, in quanto spazi e arredi ne permettono questo duplice impiego. La zona notte dell'armatore si sviluppa sull'intera larghezza dello scafo e comprende sulla sinistra il letto matrimoniale, sulla dritta una zona relax con divano, tavolo e poltrona, poi a completare gli arredi troviamo un ulteriore tavolino e la zona vanity. Ben due i locali bagno realizzati per armatore e signora, entrambi dotati di doccia ma uno completo anche di vasca Jacuzzi, ai si aggiungono due grandi cabine armadio. Sempre su questo ponte, ma all'esterno e sull'estremità prodiera, troviamo tre zone relax che delimitano i tre angoli dell'area sulla quale si sviluppano e che al centro comprende gli accessori tecnici per le manovre d'ormeggio. Il primo ponte superiore ad eccezione della porzione prodiera è quasi interamente dedicato ai momenti di relax, sia all'aperto nella zona poppiera, dove troviamo da una parte un tavolino da caffè con quattro poltrone e dall'altra un altro tavolino con due poltrone, sia all'interno, dove un salone di forma semicircolare che gode di finestrature di grandi dimensioni verso poppa ospita divani, tavoli da gioco, poltrone, bar e un ulteriore bagno diurno. La zona prodiera di questo ponte è invece riservata al comando nave, ossia, comprende tanto la grande plancia con cristalli che permettono una visuale sull'orizzonte in linea con le esigenze di un mezzo di tali dimensioni, quanto i locali dedicati al comandante che includono un ufficio e una cabina con letto matrimoniale e bagno riservato, il tutto sviluppato tenendo conto delle esigenze di privacy dell'armatore. Passiamo ora all'ultimo ponte, il secondo superiore, anche in questo caso diviso in tre aree ben distinte tra loro delle quali due all'aperto alle estremità e una al coperto dotata di perimetro quasi interamente finestrato. A poppa si sviluppa l'area dedicata ai bagni di sole e ai pranzi all'aperto, mentre la porzione centrale è arredata con un grande tavolo pranzo circolare, bar con sedute, divano posto per madiere e rivolto verso prora, divano perimetrale prodiero interrotto solo dal passaggio centrale verso la zona prodiera all'aperto. Qui troviamo una Jacuzzi circolare e un divano con tavolo, sempre di forma circolare. Tra gli elementi stilistici che riteniamo opportuno evidenziare osserviamo la presenza di una scala a chiocciola esterna, posizionata sul lato dritto della zona poppiera e destinata al collegamento del ponte principale con quelli superiori, la quale è inglobata all'interno di una struttura circolare di cristallo e acciaio. Interessante da notare è come siano spesso gli elementi circolari o parzialmente tali a ripetersi, contribuendo alla creazione di un layout originale e armonioso. Per quanto riguarda gli arredi e i rivestimenti Francois Zuretti ha fatto ricorso a materiali rari e pregiati, come legni e tessuti che combinati tra loro mediante un attendo studio dei colori e della percezione tattile contribuiscono anch'essi a rendere ogni ambiente caldo e accogliente. Ovviamente per una nave da diporto simile non è solo l'aspetto estetico o quello abitativo a rappresentare argomento di studio per chi la deve realizzare, infatti, scafo, sistema propulsivo e impianti sono stati sviluppati e realizzati tenendo conto della volontà dell'armatore di affrontare lunghe e impegnative crociere. Per questo a bordo di Linda Lou tutto è stato sviluppato secondo i dettami delle regole MCA con conseguente certificazione. Altro importante oggetto di attenzione durante la progettazione e la realizzazione di questo yacht è stato l'aspetto comfort per quanto riguarda l'abbattimento del rumore e delle vibrazioni. Lürssen ha infatti sviluppato un sistema avanzato in grado di assicurare in tutti gli ambienti di bordo un comfort elevato in qualsiasi condizione di marcia, sistema che naturalmente troverà applicazione anche su altri yacht che prenderanno il mare dagli stabilimenti di Bremen.


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