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SUPERYACHT #542
Giugno 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di
Angelo Colombo
a Marcello Maggi,
direttore commerciale ISA, International Shipyard Ancona

INTERNATIONAL SHIPYARD ANCONA
AMBIZIONI CONCRETE

International Shipyards Ancona

Abbiamo incontrato Marcello Maggi in occasione dell'ultima edizione del Dubai International Boat Show e ne abbiamo approfittato per farci illustrare tanto lo stato attuale quanto i progetti di International Shipyard Ancona.

Sappiamo che ci sono importanti novità relative l'assetto societario di ISA, può illustrarcele brevemente?

Marcello Maggi Inizialmente l'assetto societario di ISA prevedeva un 20% di proprietà degli stessi manager del cantiere e un 80% di proprietà di un investitore commerciale. Nel tempo la quota dei manager è rimasta invariata ma è cambiato il maggior azionista, che oggi è Yachting Investor, un fondo creato da un altro fondo più grande che insieme a noi ha deciso di investire nel settore nautico e sono certo farà parlare di sé. Consideri che in programma ci sono nuove acquisizioni e l'obiettivo è quello di quotare in borsa la società nei prossimi sette o dieci anni.

Da cosa è stato determinato questo cambiamento?

Dai cambiamenti che il cantiere ha subito nel tempo, dunque, sono cambiate le esigenze, consideri che siamo partiti con cinque persone e fatturato zero e che oggi ci troviamo con 120 persone quotidianamente impegnate nella produzione all'interno del cantiere e 500 che operano sempre per noi come indotto, dunque una realtà in forte espansione con programmi a lunga e media durata decisamente diversi dal passato. Riteniamo che a questo punto il tipo di investimento debba essere operato da un investitore maggiormente abituato all'industria metalmeccanica classica, dunque con programmi e non aspettative immediate.

Ha parlato di acquisizioni, è possibile sapere dove state cercando per i vostri acquisti?

Faremo spesa, ma deve ancora essere tutto definito, comunque siamo orientati ad aziende che già realizzano yacht di grandi dimensioni.

Il nuovo assetto societario porterà anche delle variazioni al tipo di produzione che vi ha contraddistinti sinora?

Gli investitori di questo fondo ci conoscono bene, ci apprezzano per quello che abbiamo fatto fino a oggi e quindi il tipo di produzione non varia. Manterremo costante la produzione dell'ISA 120, poi nel 2009 presenteremo un'altra barca planante in vetroresina che si chiamerà ISA 140, un progetto di Vallicelli lungo 43 metri che pensiamo di poter far navigare a 33 nodi. Il 120 ne fa 36, è una barca molto moderna. Poi andremo a incrementare la produzione in acciacco, stiamo già facendo un 48 metri senza avere ancora il cliente e la consegna è prevista per luglio 2008. Stiamo lavorando molto intensamente anche su progetti di yacht di dimensioni tra i 60 e i 77 metri in acciaio e alluminio per le sovrastrutture. Il mercato sembra recepire con entusiasmo il nuovo assetto del cantiere, posso dire solo che faremo delle barche stupende, caratterizzate da design innovativo, vogliamo fare delle barche nuove dalle quali potremo ottenere critiche prive di toni di grigio, barche che piacciono o non piacciono, senza compromessi. Abbiamo già realizzato otto barche identiche sul progetto del 46 metri, questo ci ha permesso di raggiungere livelli di standardizzazione della produzione insoliti in questo segmento, ma soprattutto ci dice che l'idea era buona e questo ci dà coraggio ad affrontare anche il futuro con la logica che l'ha accompagnata.

Dunque volete distinguervi...

Stiamo lavorando su barche molto nuove, barche che siano immediatamente identificabili come ISA e che escano dai canoni classici, finora siamo stati abbastanza bravi a fare questo. La nostra forza risiede nell'avere un cantiere giovane, con un management di età media sui 40 anni. Finora siamo riusciti sempre a consegnare le nostre barche in tempo, nonostante la scelta dei rivestimenti o di altri materiali a volte ce ne abbia fatto perdere un po'. Stiamo cercando di diventare degli svizzeri in Italia e penso che ci riusciremo come abbiamo fatto finora. Abbiamo avuto dei momenti di difficoltà ma non sono dipesi dal cantiere, perché la nostra realtà produttiva ha dato ampiamente prova di saper costruire barche uniche a un regime costante.

Quale sarà il ritmo di produzione di ISA nel futuro?

Vorremmo fare due barche da 60-66 metri in acciacco, quattro da 120' in vetroresina e una o due 140' all'anno, questo è il ritmo che intendiamo mantenere. Ci stiamo già attrezzando con un nuovo capannone che chiameremo Giant, che occuperà 5.000 mq con 17 metri di altezza sotto il carro ponte. Poi faremo un altro capannone uguale ma con 24 metri di altezza, inoltre, stiamo banchinando tutto il cantiere. Vogliamo diventare un autogrill in adriatico, con offerte di servizi, carenaggio, travel lift di grandi dimensioni, poi ancora servizi di invernaggio a prezzi vantaggiosi. Potremmo ospitare circa 15 barche fino a 90 metri di lunghezza e potremo alarle e vararle, il tutto accompagnato da un regime di produzione costante che ci permetta di garantire standard di qualità privi di qualsiasi compromesso. Dobbiamo adeguarci agli standard che richiedono i surveior, là dove ci sono fornitori conosciuti e bravi bisogna seguire quello che vuole il mercato. Dunque, equipaggiamenti conosciuti e collaudati. Senza azzardi. Vogliamo lavorare sul sicuro con tutto il materiale per barche perfette in tutto, affidabili. Per esempio, nell'elettronica è inutile prendere l'ultima generazione di tutto, perché poi non si trovano persone capaci di garantire l'assistenza. Voglio che ogni cosa funzioni bene sempre e che sia facilmente gestibile sia dall'utente sia da chi deve offrire assistenza, barche di qualità che siano sempre e comunque godibili. Ho la fortuna di avere un rapporto molto diretto con i miei clienti, penso come loro perché so bene cosa vogliono e cosa pensano di ciò che hanno, vivo le barche insieme a loro. Spesso trascorro le mie vacanze a bordo delle nostre barche, questo mi offre la possibilità di comprendere i bisogni degli armatori e degli ospiti, quali sono le cose da evitare e quelle da enfatizzare. Il nostro 120 può navigare a 36 nodi, ma il comfort non ne risente grazie alla carena che abbiamo curato proprio per garantire sempre il piacere di stare in mare, perché questo vuole un armatore maturo. Proprio per il mio contato con il cliente e per la possibilità che questo mi offre di comprenderne a fondo le esigenze, in cantiere ho molta voce in capitolo, perché gli altri soci comprendono l'importanza che riveste la soddisfazione del cliente anche nei dettagli minimi.

Sappiamo anche di un altro capannone...

Sì, quello lo faremo per la lavorazione della vetroresina e si svilupperà su un'area di circa 6.000 mq tra aree al coperto e piazzali, questo perché siamo convinti che disporre di spazio adeguato agevoli la produzione per ottenere risultati di qualità. Abbiamo di recente ospitato una riunione del SIBAS e proprio da loro abbiamo ricevuto i complimenti per le nostre aree produttive.

A questo punto sembra chiaro che avete una certa sicurezza...

Siamo consapevoli di avere le spalle larghe per realizzare anche un 70 metri da soli, oggi siamo in grado di farlo ma nonostante questo ci prendiamo anche le pause necessarie per offrire ai nostri clienti quei servizi solitamente trascurati da altri. Le faccio un esempio. Secondo me, ma non solo secondo me, il cliente è il vero patrimonio di qualsiasi azienda, per questo ho ritenuto opportuno a un certo punto fermarmi con le vendite in attesa che la situazione aziendale si stabilizzasse. In compenso ne ho approfittato per riempire il cantiere con tre 47 metri da noi prodotti in passato e sottoporli a lavori di garanzia e di aggiornamento. Questo modo di operare sinora ha dato i suoi frutti e riteniamo opportuno proseguire così. Consideri che abbiamo clienti con i quali siamo partiti nel 2001 e oggi stiamo con loro discutendo il progetto della terza barca, per noi tale circostanza è motivo d'orgoglio.

Ma visti gli obiettivi ambiziosi ritenete necessario creare una rete vendita diversa?

Per quanto riguarda le barche in vetroresina, dato che ne avremo disponibili sei ogni anno, vorrei espandere l'orizzonte e per questo entro giugno avremo una rete vendita che sto già organizzando. Ma tutto rientra nell'azione di sviluppo che stiamo portando avanti, consideri che oggi disponiamo di un totale di circa 45.000 mq di cantiere, che ci proietta tra le prime tre o quattro aziende dell'intera provincia di Ancona, il tutto in soli cinque anni. Il nostro obiettivo finale è quello di far parte di un gruppo di cantieri nutrito e completo nell'offerta, poi entrare in borsa e andare avanti così.

Per ulteriori informazioni: ISA International Shipyard Ancona; via Mattei, 14; 60125 Ancona; tel. 0039 071 502191; fax 0039 071 50219210; sito web www.isayachts.com; e-mail info@isayachts.com.

International Shipyards Ancona


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