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Superyacht
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SUPERYACHT #542
Giugno 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di
Lucio Petrone all'ing. Bruno Musella, Amministratore Delegato di Telemar

E' NATA TELEMAR YACHTING

Telemar Yachting

Si è molto parlato dell'acquisizione da parte di Telemar del 100% della filiale europea della Larry Smith Electronics, la LSE of Europe, con sede a Viareggio e rappresentanza a Brema. La società madre americana, specializzata nella creazione e integrazione di sistemi e pacchetti elettronici a bordo di navi da diporto, è fallita a gennaio e Telemar, che già forniva alla sede viareggina suoi servizi e apparecchiature, non si è lasciata sfuggire l'occasione acquisendola. La notizia era stata da noi già pubblicata il mese scorso, ma per saperne di più, abbiamo incontrato l'ing. Bruno Musella, amministratore delegato di quello che ora è un Gruppo di prestigio, su più brand, del settore nautico italiano, con grandi potenzialità di sviluppo.

 

Telemar Yachting

Telemar Yachting

Telemar Yachting

 

Era un obiettivo che avevate o avete colto al volo l'occasione che si presentava?

Stavamo cercando da alcuni qualcosa di specifico in questo settore: era proprio l'indicazione che avevo dato al Consiglio di Amministrazione per poter crescere nel settore dei superyacht, il più vicino alla nostra attività tradizionale di elettronica delle grandi navi, di grandi sistemi di comunicazione e navigazione. Così abbiamo colto l'opportunità e ora disponiamo di una struttura efficiente, che però rimane separata, perché anche se lavoriamo con sistemi simili l'approccio verso il cliente è diverso. Da una parte seguiamo l'insegnamento della Larry Smith, che ha ampiamente dimostrato come il mercato dell'elettronica su navi da diporto sia maturo per un discorso di insiemi: su un megayacht che vale tantissimo, tutto deve essere progettato prima, studiato sulle esigenze dell'armatore e realizzato durante la costruzione della barca, seguita in cantiere, ovunque esso si trovi. Tutta l'elettronica deve essere testata perché sia efficiente e utilizzabile senza problemi già nella prima uscita in mare. Per acquisire questi contratti anche la filosofia d'approccio è diversa. Non si può aspettare più il cliente, come una volta, ma si deve stimolare l'armatore a ottenere il meglio. Non solo egli risparmia rispetto a modifiche dell'impiantistica da effettuare sul già costruito, ma ottiene un sistema integrato e quindi più efficiente, perché gli consente di acquisire, ovunque sia, tutte le informazioni elettroniche necessarie in fatto di comunicazione, sicurezza e navigazione.

Dall'altra, invece?

Telemar Yachting è interessata a proseguire il rapporto con l'armatore dopo la consegna, assicurandogli un servizio che comprende l'assistenza degli impianti senza costi aggiuntivi ovunque l'unità si trovi.

Quale altro vantaggio deriva da questa acquisizione?

Con l'esperienza della Larry Smith, Telemar Yachting, integra ora il campo delle sue applicazioni - sistemi satellitari a banda larga, radar, giro bussole ecc. - con quelle dell'intrattenimento, televisione, audio e anche sistemi di rete di sicurezza, che completano, così, tutta l'elettronica riguardante comunicazioni e navigazione. Stiamo già studiando come mettere a frutto le nuove competenze sulle navi che ci vengono affidate.

Per la rete d'assistenza state facendo nuove acquisizioni?

In Italia, siamo già presenti con nostri uffici in 14 location, tra cui diversi marina, come Cala Galera e altri. Anche all'estero, ci possiamo avvalere di tutta la struttura Telemar esistente, diretta e indiretta, ma stiamo pensando a nuove acquisizioni in zone interessanti per le grandi barche da diporto e da charter. Tra l'altro, abbiamo avviato a Santo Domingo, nei Caraibi, Telemar Caribbean, abbiamo con la Larry Smith una presenza in Nord Europa e stiamo considerando acquisizioni nel Mediterraneo occidentale, in Francia, Spagna, a Palma... Per noi ma soprattutto per i nostri clienti è fondamentale avere certezza della qualità, della disponibilità e, specialmente, della tempistica dell'assistenza.

Che giro d'affari aveva la Larry Smith of Europe?

Non elevato, intorno ai tre milioni e mezzo di euro, ma pensiamo di raddoppiarlo nel giro di 2/3 anni. A questo aggiungeremo il nostro turn over nel settore, per cui dovremmo diventare, in qualche anno, la realtà più importante nell'assistenza alle navi da diporto.

Siete anche i successori della Larry Smith americana, in qualche modo?

Pensiamo di avvalerci di alcuni dei fondatori stessi della Larry Smith, e con loro creare una filiale in Florida. Sarà l'organizzazione per i clienti americani, soprattutto quelli che vogliono farsi costruire la barca in Italia.

Qual è il giudizio sul team acquisito a Viareggio?

È un team molto unito ed esperto, direi entusiasta, articolato su 133 persone e guidato da un canadese, assai in gamba. Anche nel periodo di difficoltà nessuno ha lasciato la società. Sono tutti motivati per un rilancio e orgogliosi del lavoro svolto. Lo dimostra anche la lista delle barche prestigiose che loro hanno seguito...

Quali barche prestigiose oggi in allestimento sono sotto contratto con voi?

Telemar Yachting sta lavorando con Azimut, è a bordo del 50 metri di Perini, ha fatto l'88 metri Maltese Falcon, l'Oasis Lürssen di 67 metri, un Feadship e molte altre mega. Attualmente ha in portafoglio otto progetti di diversi cantieri.

Le norme vigenti nei vari paesi per le navi da diporto vi creano delle difficoltà?

Assolutamente no. Siamo avvantaggiati dall'abitudine a lavorare con le grosse navi, dove le norme sono molto stringenti. Per un apparato in avaria l'Autorità Portuale non ti fa partire. Noi che veniamo da questa scuola siamo sicuramente attrezzati. E dico di più su questa domanda che mi sembra molto centrata. Ora, com'è noto, c'è la nuova normativa per le navi da diporto impiegate per il charter. Quelle unità, sono identificate come navi. Noi siamo in grado di mettere il proprietario charterista in condizione di avere tutte le approvazioni, le certificazioni, perché lo facciamo normalmente per le navi. Un impianto da noi fornito è certificato e può navigare in tutto il mondo. Come soci Ucina, speriamo di poter dare una mano su questo.

Telemar Yachting ha un suo centro di ricerca?

Un ottimo ufficio tecnico, autosufficiente per tutta la parte disegni e progettazione. Anche Telemar ha i suoi uffici studi e progettazione per navigazione e comunicazione. Però vogliamo società separate proprio per non confondere gli obiettivi.

Fate anche dei corsi di formazione?

Si, formiamo anche il personale con corsi di una settimana, che vorremmo istituzionalizzare per i capitani di yacht. Anche perché tutti questi sistemi se li sai veramente utilizzare danno un grande aiuto, altrimenti l'uomo rimane il punto debole.

Quali investimenti farete per sviluppare il business?

L'investimento iniziale per l'acquisizione è stato modesto. Ciò ha reso disponibili risorse da investire nella società per lo sviluppo e l'acquisizione di nuove tecnologie di ricerca specifica applicata a tale settore.

Lo sviluppo prevede anche l'entrata in borsa?

In tutte le aziende, a volte, si fanno delle ipotesi, però, in questo momento Telemar ha dei mezzi finanziari autonomi che possono adeguatamente supportare quest'investimento e anche altro.


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