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SUPERYACHT #542
Giugno 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Corradino Corbò

Foto di
Nicolas Claris

COUACH YACHT 3300 FLY

Couach Yacht 3300 Fly

Alta tecnologia, design ricercato, ampi spazi alla personalizzazione: il nuovo corso del celebre cantiere francese rafforza una tradizione più che centenaria e trova nel 3300 Fly il suo alfiere di maggior spicco.

 

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

Couach Yacht 3300 Fly

SCHEDA TECNICA
Progetto: Studio tecnico Guy Couach
Lunghezza f.t. m 35,00
Lunghezza scafo m 33,00
Larghezza: m 6,80
Immersione: m 1,70
Dislocamento: t 90
Cabine passeggeri: 4/5
Cabine equipaggio: 3
Motorizzazione: MTU 16V2000 M93 2 x 2.400 hp
Riserva carburante: litri 20.000
Riserva acqua: litri 2.000
Categoria di progettazione: A

Per ulteriori informazioni: Costruttore: Couach, rue de L'Yser - 33470 Gujan-Mestras (Francia). Tel. 0033 5 56223550; fax 56660820. Sito Web www.couach.com; E-Mail couach@couach.com - Agente per l'Italia: Couach Beaulieu, Port de Plaisance - 06310 Beaulieu-Sur- Plaisance (Francia). Tel. 0033 0 493011922; fax 0033 0 493011921. E- Mail guy.couach@wanadoo.fr

Couach Yacht 3300 Fly

 
Forte di un'esperienza tramandata fin dal 1897 attraverso quattro generazioni di costruttori e poi confluita nel nuovo assetto societario, il cantiere francese Couach è considerato oggi come uno dei più avanzati del mondo sul piano tecnologico. Sperimentazione di nuovi materiali, sviluppo di nuovi procedimenti, ricerca nel campo dell'idrodinamica e del design costituiscono i temi fondamentali del suo ufficio tecnico che, soprattutto a seguito dell'ampliamento operato nel corso dei primi anni 2000, gestisce un importante interscambio di esperienze tra il settore militare e il settore diporto. Quest'ultimo - articolato nelle linee Flying Bridge, Yachts e Open - copre una gamma in costante crescita dimensionale, sollecitata com'è da una domanda altrettanto effervescente. Ciò che la clientela cerca è sostanzialmente un bilanciato mix tra l'alta tecnologia e la personalizzazione: due elementi che possono stridere ma che il cantiere di Gujan-Mestras ha dimostrato mirabilmente di saper accordare, soprattutto con le sue ultime realizzazioni. Stavolta, a destare grande interesse è il 3300 Fly che, presentato in anteprima all'ultimo salone di Cannes, ha già trovato tre fortunati armatori e, pertanto, nella prossima stagione estiva potrebbe già incrociare nel Mediterraneo. Tanto per non smentire la fama del marchio francese, si tratta di un cruiser di 33 metri costruito interamente in Kevlar, sovrastrutture comprese. Estremamente affilato, secondo lo stile che ormai caratterizza l'ultima produzione Couach, potrebbe persino sembrare uno scafo di derivazione offshore, se la complessione già importante non ne decretasse inequivocabilmente l'appartenenza alla categoria "navi". Un occhio allenato può scoprirvi parecchie analogie con il modello 2800 Open - già diffuso in una quindicina di unità - del quale ripropone le forme di carena e alcuni motivi architettonici; così come è facile immaginare quel che il cantiere ne ha ricavato per sviluppare il disegno del prossimo 3000 Fly. Ebbene, è proprio questo stretto legame generazionale tra i vari modelli a dimostrare come il principio dell'evoluzione consenta anche a una prima unità - come nel caso del nostro 3300 - di apparire già matura e perfezionata, come se si trattasse di una veterana della produzione. A contribuire a questa netta impressione è anche il fatto che il nuovo Fly viene già proposto in quattro varianti di allestimento interno, segno che la Couach ha fin da ora le idee chiare circa le possibili destinazioni d'uso: la versione con quattro cabine - delle quali fa parte una sontuosa amatoriale a mezzanave - per un impiego più privato; la versione con cinque cabine - sostanzialmente simili per impostazione e dimensioni - per il charter; la versione "baie ronde" con una dinette circolare aggiuntiva, che aumenta la quantità di sedute nell'ampio salone; la versione "baie droite", più aperta verso il pozzetto e, quindi, più ariosa e luminosa. Resta in ogni caso la disponibilità del cantiere a realizzare interventi di personalizzazione che possono anche non limitarsi a semplici ritocchi di styling. Pertanto, se proprio non si può parlare di costruzione custom, ci siamo comunque molto vicini. Il principio che consente tanta elasticità è reso ben visibile dai piani dei ponti, nei quali è facile scoprire la modularità di alcuni elementi che, come in un gioco a scacchiera, possono muoversi all'interno di una griglia ben precisa. Per esempio, nel caso delle versioni a 4 e a 5 cabine, l'unico settore che subisce una modifica radicale è quello centrale, che incide per circa il 18 per cento sullo sviluppo longitudinale dello scafo. Come a dire che, a conti fatti, per quanto appariscente, la possibilità di opzione non rivoluziona certamente il processo costruttivo visto nel suo complesso. Sul piano funzionale, invece, questo 18 per cento indica l'alternativa tra una cabina amatoriale davvero ampia e spaziosa - l'abbiamo già definita sontuosa - e una coppia di comode cabine matrimoniali. Perciò, fermo restando tutto il resto, quello che nella configurazione a 4 cabine è l'alloggio "vip" (all'estrema prua), nella configurazione a 5 cabine viene promosso, senza alcuna modifica, ad armatoriale. E - credeteci - non è un ripiego. Ancor meno impegnativa, sempre sul piano costruttivo, ma certamente non indifferente su quello pratico, è l'opzione che riguarda il salone. La possibilità di avere una zona pranzo protetta in prossimità dell'ingresso, dunque a stretto contatto con il pozzetto, suggerisce una ricerca di luce che potremmo definire più "nordica"; mentre la scelta di assegnare al living una maggiore apertura, compensata dalla presenza di una zona-pranzo esterna che sfrutta il divano semicircolare posto all'estrema poppa, fa più pensare ai climi mediterranei. Ad alleggerire l'eventuale dubbio amletico dell'armatore è comunque il flying- bridge che, a prescindere dalle possibili scelte operate ai piani inferiori, resta un ambiente estremamente accogliente e ben attrezzato. La stazione di guida esterna, posta sul lato sinistro, lascia spazio alla scala di accesso che, collegata con il corridoio laterale del ponte sottostante, permette un passaggio più comodo e protetto. Partendo proprio dalla timoneria e andando verso la parte poppiera aggettante, l'organizzazione dello spazio prevede una zona bar, con bancone attrezzato e un'ampia seduta a "C" dotata di due tavoli su colonna; subito dietro, una vasca idromassaggio di forma perfettamente circolare, che funge da quinta di separazione rispetto alla zona-sole, costituita da una coppia di divani a "L" e da due ampie superfici imbottite che possono tranquillamente ospitare sei persone. Passiamo ora a considerare un altro aspetto della filosofia Couach che, immancabilmente, qui ritroviamo perfettamente realizzato. Parliamo del quartiere riservato all'equipaggio, al quale il cantiere francese dedica grande attenzione, ritenendolo - giustamente - un fattore di primaria importanza sia per i diretti interessati sia per gli ospiti che, da un personale di bordo soddisfatto, ottengono certamente un servizio migliore. Ebbene, in questo yacht sono state ricavate una cabina con letto matrimoniale e servizi privati, per il comandante, e due cabine trasformabili (con toilette in comune) per i marinai: il tutto ben separato dalle aree private ma, come si conviene, a stretto contatto con gli ambienti tecnici. E a proposito di questi ultimi, una notazione speciale va fatta a proposito del garage, un locale di circa 30 metri quadrati al quale si può accedere comodamente sia dall'esterno, attraverso la bella plancia di poppa, sia dall'interno, passando per il locale lavanderia. Questa seconda possibilità è stata pensata per consentire la piena fruizione dell'ambiente anche nel corso della navigazione, magari per svolgere le operazioni di manutenzione dei battelli di servizio in un momento in cui certamente non se ne prevede l'utilizzo. Lo spazio è tale da permettere il ricovero di un tender di oltre 5 metri, di due jet-ski e di due ciclomotori, nonché l'installazione di un compressore ad aria per la ricarica delle bombole da sub e la custodia delle attrezzature personali. Tutto questo e molto di più in uno yacht che alla classe degli arredi e alla cura dei dettagli unisce prestazioni di alto livello: si fila a oltre 32 nodi di velocità massima, godendo di un sistema di insonorizzazione che riesce quasi ad azzittire la poderosa coppia di MTU da 2.400 hp, a pieno regime. Ma, quel che più conta, alla velocità di crociera economica di 18 nodi, si naviga per oltre 2.200 miglia.


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